Metti una mattina a San Pellegrino

Lunedì 4 ottobre io e la mia classe, insieme alle terze, siamo andati in gita a San Pellegrino. Quando siamo scesi dal pullman ci hanno divisi in due gruppi e con la guida, dopo una passeggiata, siamo arrivati sulla sponda del fiume Brembo. La nostra accompagnatrice ci ha mostrato una pasticceria e ci ha raccontato che lì, un centinaio di anni fa, sono stati ideati i Bigio, dei biscotti tipici di San Pellegrino. La loro forma a mezzaluna voleva richiamare il sorriso dei burattini, molto amati dal pasticciere, infatti li distribuiva durante i suoi spettacoli, per rallegrare gli spettatori.

In seguito ci siamo fermati vicino agli ippocastani secolari a fare delle fotografie di gruppo.

Successivamente abbiamo provato l’acqua che scendeva da una fontanella, e la guida ci ha raccontato che a metà dell’Ottocento un signore aveva trovato una fonte d’acqua nel suo giardino, mentre faceva dei lavori, e aveva cominciato a venderla.

Dopo abbiamo attraversato un ponte per raggiungere l’altra sponda del fiume e abbiamo potuto ammirare il Grand Hotel. L’accompagnatrice ci ha fatto notare i terrazzini in ferro battuto, le statue e le decorazioni in stile Liberty con ricchi motivi floreali. Ci ha detto che a fine Ottocento l’hotel era molto lussuoso, poiché aveva 130 camere tutte dotate di corrente elettrica, acqua calda e di un bagno comune per ogni piano, cosa molto rara all’epoca.

Durante la giornata si poteva praticare tennis, fare equitazione e pattinare sul ghiaccio. Inoltre ci ha raccontato che la struttura è stata costruita in due anni, di cui uno soltanto per le decorazioni.

Tra gli ospiti più importanti dell’hotel c’è stata la regina Margherita di Savoia, che amava trascorrere a San Pellegrino la stagione termale.

In seguito ci siamo spostati vicino alla stazione ferroviaria, dove arrivavano i nobili che alloggiavano al Grand Hotel. Abbiamo anche scoperto che non era l’unica, perché ce n’era anche una seconda che serviva la parte bassa del paese.

Abbiamo proseguito la visita e siamo arrivati al casinò. Abbiamo potuto osservare le decorazioni in ferro battuto, i fregi, i motivi floreali e i mosaici.

La guida ci ha raccontato che inizialmente il casinò era stato aperto segretamente, per far divertire i turisti giocando d’azzardo.

All’interno c’erano anche delle stanze, dove si svolgevano gli incontri amorosi clandestini, e altre chiamate “sale del pianto” all’interno delle quali le persone che erano andate in rovina si disperavano.

Infine siamo saliti sul pullman e siamo tornati a scuola.

È stata una gita molto bella ed interessante!

tema in classe di N. I., classe 2^

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